Il diritto di ogni persona di essere ascoltata e di ricevere sostegno emozionale nel momento in cui il bisogno si manifesta ha un grande valore, e l’ascolto costituisce una competenza chiave per favorire il benessere emozionale, nella sfera privata come in ambito lavorativo.
Questo sito web presenta un progetto sviluppato da una partnership costituita da organizzazioni impegnate nell’ambito del sostegno emozionale e dell’intervento in situazioni di crisi, e da diversi istituti di ricerca, appartenenti a quattro Paesi dell’Unione Europea.
Lo scopo del progetto è quello di valorizzare il prezioso lavoro sulle capacità di ascolto che viene svolto nell’ambito dei centri di ascolto in Europa, per mettere insieme, in base a criteri scientifici, le esperienze di migliori pratiche, e creare quindi un percorso di 120 ore di formazione volto a educare le competenze di base dell’ascolto. L’efficacia di questo training viene misurata utilizzando sistemi di valutazione scientificamente fondati.
Ti è mai capitato di parlare di un problema con un amico o un’amica e di renderti conto che lui o lei non riesce a comprendere il motivo per cui la questione per te è così importante? Hai mai presentato un’idea a un gruppo trovandoti a dover fare i conti con l’altrui confusione?
Il progetto ha realizzato la mappatura di 92 organizzazioni che in Europa (prevalentemente nei 4 paesi a cui appartengono le organizzazioni partner del progetto) svolgono attività volte a fornire supporto emozionale.
La formazione include un modulo teorico di 30 ore di autoformazione in ambiente di apprendimento misto (incontri faccia a faccia e attività a distanza mediata da computer), seguito da 40 ore di formazione di gruppo in presenza.
Ti è mai capitato di parlare di un problema con un amico o un’amica e di renderti conto che lui o lei non riesce a comprendere il motivo per cui la questione per te è così importante?
Hai mai presentato un’idea a un gruppo trovandoti a dover fare i conti con l’altrui confusione? O piuttosto qualcuno ti ha improvvisamente accusato di non dare affatto ascolto alle sue esigenze?… Che cosa determina questo tipo di situazioni?
La risposta è: la difficoltà di comunicazione – difficoltà che, in un modo o in un altro, abbiamo tutti sperimentata. Essa può generare confusione, malintesi, animosità, o portare alla rottura della relazione.
Essere un buon ascoltatore è una delle competenze di base più importanti e stupefacenti che ogni persona può sviluppare. Ancora pochi di noi però sanno come farlo, perché nessuno ce l’ha insegnato, il che è collegato al fatto che forse ancora meno qualcuno ci ha veramente ascoltati.
Come molte altre cose, quindi, ciò ha a che fare con l’educazione. Anche se la nostra cultura ha prodotto molti grandi libri sulla comunicazione e sulla retorica, sarà difficile trovare un libro intitolato “L’ascoltatore”. Eppure ci sono molte abilità e competenze che sono fondamentali per essere un buon ascoltatore, e che risultano importanti per qualsiasi tipo di conversazione.
Fortunatamente esistono alcune pratiche di base che possono aiutarci a favorire una migliore comunicazione quando affrontiamo le nostre interazioni quotidiane.
Tali pratiche sono efficaci in riferimento alla gestione delle emozioni, al sapersi orientare nei confronti dei sistemi di valori, ai bisogni di rispecchiamento, al rispetto di modi diversi di vedere la realtà, al saper organizzare le informazioni e porre buone domande.
Tali capacità e competenze verranno presentati e approfonditi nel progetto.
Il progetto ha realizzato la mappatura di 92 organizzazioni che in Europa (prevalentemente nei 4 paesi a cui appartengono le organizzazioni partner del progetto) svolgono attività volte a fornire supporto emozionale.
Sono state effettuate due indagini: mentre la prima era rivolta alle attuali opportunità di formazione nel campo della salute emozionale, la seconda intendeva stabilire quali sono le competenze più importanti per un ascoltatore (a questa ultima ricerca hanno preso parte 572 persone appartenenti a organizzazioni che, in tutta Europa, forniscono servizi di supporto emozionale).
I risultati di queste indagini sono stati utilizzati per definire il “profilo” dell’ascoltatore e per cominciare a strutturare il programma di formazione mirato a sviluppare le abilità relative all’ascolto, programma che consiste di 30 ore di autoformazione, di altre 40 ore di formazione in aula e di 50 ore di approfondimento negli specifici ambiti di intervento.
I dettagli del percorso formativo sono stati sviluppati dalle stesse organizzazioni partner del progetto EmPoWEring, che hanno predisposto uno specifico corredo di attività di formazione e di esercitazioni, i relativi supporti multimediali, i materiali teorici e le linee guida per monitorare e migliorare l’apprendimento nei campi di attività delle persone che frequenteranno il training.
Per l’accreditamento nel settore della salute emozionale e dell’ascolto, tutta la formazione sarà presentata sotto forma di un manuale, che descriverà le capacità e le competenze oggetto del training.
La formazione include un modulo teorico di 30 ore di autoformazione in ambiente di apprendimento misto (incontri faccia a faccia e attività a distanza mediata da computer), seguito da 40 ore di formazione di gruppo in presenza.
Successivamente una fase di verifica approfondirà la comprensione teorica e il livello di apprendimento delle competenze da parte del gruppo dei partecipanti.
La formazione educa ai principi più importanti del processo di ascolto, con particolare riguardo ai fattori interattivi che vi sono coinvolti. Su queste basi vengono individuate 6 peculiarità qualitative del buon ascolto che ne caratterizzano il profilo.
Principi:
Il buon ascolto implica una continua alternanza tra il guidare e l’essere guidati (Milton Erickson)
Un buon ascoltatore utilizza la parafrasi senza valutare o giudicare (Carl Rogers)
Un buon ascoltatore riconosce, differenzia e identifica le percezioni, le emozioni e le valutazioni delle altre persona (F. Schulz von Thun)
Ponendo domande utili un buon ascoltatore consente all’altra persona di comprendere meglio ciò di cui sta parlando (Watzlawick et al.)
Un buon ascoltatore gestisce il processo senza manipolarlo (vari)
Fattori interattivi:
L’ascolto non sarà pienamente efficace se uno di questi quattro fattori interattivi risulta sbilanciato. Per un buon ascolto devono essere tutti e quattro attivati ed in equilibrio.
ore
ore
ore
diverse abilità
Nell’ambito del progetto EmPoWEring stiamo sviluppando un percorso formativo sulle competenze di ascolto nel campo del benessere emozionale e degli interventi in caso di crisi, con un focus sui volontari impegnati nei Servizi telefonici di emergenza e sui professionisti nel campo della salute.
Prima di sviluppare il training abbiamo voluto sapere, da volontari e professionisti che lavorano con approcci e in ambiti diversi, quali caratteristiche ritengono debba possedere un buon ascoltatore. Perciò abbiamo sviluppato un questionario per costruirne il profilo, e per stabilire i bisogni formativi di cui tener conto per migliorare la capacità di ascolto. A fianco sono elencati gli elementi più importanti tra quelli individuati nella definizione del profilo.
I risultati dell’indagine sono stati impiegati nello sviluppo del training sulle capacità di ascolto. Per perseguire l’obiettivo dell’efficacia del corso, essa viene misurata attraverso la raccolta di dati prima e dopo la partecipazione all’esperienza. Le informazioni così ottenute saranno utilizzate per ottimizzare il percorso di formazione.
Alla fine del training verrà prodotto un curriculum, contenente l’analisi dei risultati dell’apprendimento in termini di conoscenze, abilità e competenze.
IFOTES Europe e.V.
Stefan Schumacher
s.schumacher@ifotes.org
call: +49 2331 17773
Dödterstraße 10
DE 58095 Hagen
If you want to use or support listening skills, or train and certify learners in listening skills, you can become a member of our network by signing the Memorandum of Understanding.
Il diritto di ogni persona di essere ascoltata e di ricevere sostegno emozionale nel momento in cui il bisogno si manifesta ha un grande valore, e l’ascolto costituisce una competenza chiave per favorire il benessere emozionale, nella sfera privata come in ambito lavorativo.
Questo sito web presenta un progetto sviluppato da una partnership costituita da organizzazioni impegnate nell’ambito del sostegno emozionale e dell’intervento in situazioni di crisi, e da diversi istituti di ricerca, appartenenti a quattro Paesi dell’Unione Europea.
Lo scopo del progetto è quello di valorizzare il prezioso lavoro sulle capacità di ascolto che viene svolto nell’ambito dei centri di ascolto in Europa, per mettere insieme, in base a criteri scientifici, le esperienze di migliori pratiche, e creare quindi un percorso di 120 ore di formazione volto a educare le competenze di base dell’ascolto. L’efficacia di questo training viene misurata utilizzando sistemi di valutazione scientificamente fondati.
Ti è mai capitato di parlare di un problema con un amico o un’amica e di renderti conto che lui o lei non riesce a comprendere il motivo per cui la questione per te è così importante? Hai mai presentato un’idea a un gruppo trovandoti a dover fare i conti con l’altrui confusione?
Il progetto ha realizzato la mappatura di 92 organizzazioni che in Europa (prevalentemente nei 4 paesi a cui appartengono le organizzazioni partner del progetto) svolgono attività volte a fornire supporto emozionale.
La formazione include un modulo teorico di 30 ore di autoformazione in ambiente di apprendimento misto (incontri faccia a faccia e attività a distanza mediata da computer), seguito da 40 ore di formazione di gruppo in presenza.
Ti è mai capitato di parlare di un problema con un amico o un’amica e di renderti conto che lui o lei non riesce a comprendere il motivo per cui la questione per te è così importante?
Hai mai presentato un’idea a un gruppo trovandoti a dover fare i conti con l’altrui confusione? O piuttosto qualcuno ti ha improvvisamente accusato di non dare affatto ascolto alle sue esigenze?… Che cosa determina questo tipo di situazioni?
La risposta è: la difficoltà di comunicazione – difficoltà che, in un modo o in un altro, abbiamo tutti sperimentata. Essa può generare confusione, malintesi, animosità, o portare alla rottura della relazione.
Essere un buon ascoltatore è una delle competenze di base più importanti e stupefacenti che ogni persona può sviluppare. Ancora pochi di noi però sanno come farlo, perché nessuno ce l’ha insegnato, il che è collegato al fatto che forse ancora meno qualcuno ci ha veramente ascoltati.
Come molte altre cose, quindi, ciò ha a che fare con l’educazione. Anche se la nostra cultura ha prodotto molti grandi libri sulla comunicazione e sulla retorica, sarà difficile trovare un libro intitolato “L’ascoltatore”. Eppure ci sono molte abilità e competenze che sono fondamentali per essere un buon ascoltatore, e che risultano importanti per qualsiasi tipo di conversazione.
Fortunatamente esistono alcune pratiche di base che possono aiutarci a favorire una migliore comunicazione quando affrontiamo le nostre interazioni quotidiane.
Tali pratiche sono efficaci in riferimento alla gestione delle emozioni, al sapersi orientare nei confronti dei sistemi di valori, ai bisogni di rispecchiamento, al rispetto di modi diversi di vedere la realtà, al saper organizzare le informazioni e porre buone domande.
Tali capacità e competenze verranno presentati e approfonditi nel progetto.
Il progetto ha realizzato la mappatura di 92 organizzazioni che in Europa (prevalentemente nei 4 paesi a cui appartengono le organizzazioni partner del progetto) svolgono attività volte a fornire supporto emozionale.
Sono state effettuate due indagini: mentre la prima era rivolta alle attuali opportunità di formazione nel campo della salute emozionale, la seconda intendeva stabilire quali sono le competenze più importanti per un ascoltatore (a questa ultima ricerca hanno preso parte 572 persone appartenenti a organizzazioni che, in tutta Europa, forniscono servizi di supporto emozionale).
I risultati di queste indagini sono stati utilizzati per definire il “profilo” dell’ascoltatore e per cominciare a strutturare il programma di formazione mirato a sviluppare le abilità relative all’ascolto, programma che consiste di 30 ore di autoformazione, di altre 40 ore di formazione in aula e di 50 ore di approfondimento negli specifici ambiti di intervento.
I dettagli del percorso formativo sono stati sviluppati dalle stesse organizzazioni partner del progetto EmPoWEring, che hanno predisposto uno specifico corredo di attività di formazione e di esercitazioni, i relativi supporti multimediali, i materiali teorici e le linee guida per monitorare e migliorare l’apprendimento nei campi di attività delle persone che frequenteranno il training.
Per l’accreditamento nel settore della salute emozionale e dell’ascolto, tutta la formazione sarà presentata sotto forma di un manuale, che descriverà le capacità e le competenze oggetto del training.
La formazione include un modulo teorico di 30 ore di autoformazione in ambiente di apprendimento misto (incontri faccia a faccia e attività a distanza mediata da computer), seguito da 40 ore di formazione di gruppo in presenza.
Successivamente una fase di verifica approfondirà la comprensione teorica e il livello di apprendimento delle competenze da parte del gruppo dei partecipanti.
La formazione educa ai principi più importanti del processo di ascolto, con particolare riguardo ai fattori interattivi che vi sono coinvolti. Su queste basi vengono individuate 6 peculiarità qualitative del buon ascolto che ne caratterizzano il profilo.
Principi:
Il buon ascolto implica una continua alternanza tra il guidare e l’essere guidati (Milton Erickson)
Un buon ascoltatore utilizza la parafrasi senza valutare o giudicare (Carl Rogers)
Un buon ascoltatore riconosce, differenzia e identifica le percezioni, le emozioni e le valutazioni delle altre persona (F. Schulz von Thun)
Ponendo domande utili un buon ascoltatore consente all’altra persona di comprendere meglio ciò di cui sta parlando (Watzlawick et al.)
Un buon ascoltatore gestisce il processo senza manipolarlo (vari)
Fattori interattivi:
L’ascolto non sarà pienamente efficace se uno di questi quattro fattori interattivi risulta sbilanciato. Per un buon ascolto devono essere tutti e quattro attivati ed in equilibrio.
ore
ore
ore
diverse abilità
Nell’ambito del progetto EmPoWEring stiamo sviluppando un percorso formativo sulle competenze di ascolto nel campo del benessere emozionale e degli interventi in caso di crisi, con un focus sui volontari impegnati nei Servizi telefonici di emergenza e sui professionisti nel campo della salute.
Prima di sviluppare il training abbiamo voluto sapere, da volontari e professionisti che lavorano con approcci e in ambiti diversi, quali caratteristiche ritengono debba possedere un buon ascoltatore. Perciò abbiamo sviluppato un questionario per costruirne il profilo, e per stabilire i bisogni formativi di cui tener conto per migliorare la capacità di ascolto. A fianco sono elencati gli elementi più importanti tra quelli individuati nella definizione del profilo.
I risultati dell’indagine sono stati impiegati nello sviluppo del training sulle capacità di ascolto. Per perseguire l’obiettivo dell’efficacia del corso, essa viene misurata attraverso la raccolta di dati prima e dopo la partecipazione all’esperienza. Le informazioni così ottenute saranno utilizzate per ottimizzare il percorso di formazione.
Alla fine del training verrà prodotto un curriculum, contenente l’analisi dei risultati dell’apprendimento in termini di conoscenze, abilità e competenze.
IFOTES Europe e.V.
Stefan Schumacher
s.schumacher@ifotes.org
call: +49 2331 17773
Dödterstraße 10
DE 58095 Hagen
If you want to use or support listening skills, or train and certify learners in listening skills, you can become a member of our network by signing the Memorandum of Understanding.
Il diritto di ogni persona di essere ascoltata e di ricevere sostegno emozionale nel momento in cui il bisogno si manifesta ha un grande valore, e l’ascolto costituisce una competenza chiave per favorire il benessere emozionale, nella sfera privata come in ambito lavorativo.
Questo sito web presenta un progetto sviluppato da una partnership costituita da organizzazioni impegnate nell’ambito del sostegno emozionale e dell’intervento in situazioni di crisi, e da diversi istituti di ricerca, appartenenti a quattro Paesi dell’Unione Europea.
Lo scopo del progetto è quello di valorizzare il prezioso lavoro sulle capacità di ascolto che viene svolto nell’ambito dei centri di ascolto in Europa, per mettere insieme, in base a criteri scientifici, le esperienze di migliori pratiche, e creare quindi un percorso di 120 ore di formazione volto a educare le competenze di base dell’ascolto. L’efficacia di questo training viene misurata utilizzando sistemi di valutazione scientificamente fondati.
Ti è mai capitato di parlare di un problema con un amico o un’amica e di renderti conto che lui o lei non riesce a comprendere il motivo per cui la questione per te è così importante? Hai mai presentato un’idea a un gruppo trovandoti a dover fare i conti con l’altrui confusione?
Il progetto ha realizzato la mappatura di 92 organizzazioni che in Europa (prevalentemente nei 4 paesi a cui appartengono le organizzazioni partner del progetto) svolgono attività volte a fornire supporto emozionale.
La formazione include un modulo teorico di 30 ore di autoformazione in ambiente di apprendimento misto (incontri faccia a faccia e attività a distanza mediata da computer), seguito da 40 ore di formazione di gruppo in presenza.
Ti è mai capitato di parlare di un problema con un amico o un’amica e di renderti conto che lui o lei non riesce a comprendere il motivo per cui la questione per te è così importante?
Hai mai presentato un’idea a un gruppo trovandoti a dover fare i conti con l’altrui confusione? O piuttosto qualcuno ti ha improvvisamente accusato di non dare affatto ascolto alle sue esigenze?… Che cosa determina questo tipo di situazioni?
La risposta è: la difficoltà di comunicazione – difficoltà che, in un modo o in un altro, abbiamo tutti sperimentata. Essa può generare confusione, malintesi, animosità, o portare alla rottura della relazione.
Essere un buon ascoltatore è una delle competenze di base più importanti e stupefacenti che ogni persona può sviluppare. Ancora pochi di noi però sanno come farlo, perché nessuno ce l’ha insegnato, il che è collegato al fatto che forse ancora meno qualcuno ci ha veramente ascoltati.
Come molte altre cose, quindi, ciò ha a che fare con l’educazione. Anche se la nostra cultura ha prodotto molti grandi libri sulla comunicazione e sulla retorica, sarà difficile trovare un libro intitolato “L’ascoltatore”. Eppure ci sono molte abilità e competenze che sono fondamentali per essere un buon ascoltatore, e che risultano importanti per qualsiasi tipo di conversazione.
Fortunatamente esistono alcune pratiche di base che possono aiutarci a favorire una migliore comunicazione quando affrontiamo le nostre interazioni quotidiane.
Tali pratiche sono efficaci in riferimento alla gestione delle emozioni, al sapersi orientare nei confronti dei sistemi di valori, ai bisogni di rispecchiamento, al rispetto di modi diversi di vedere la realtà, al saper organizzare le informazioni e porre buone domande.
Tali capacità e competenze verranno presentati e approfonditi nel progetto.
Il progetto ha realizzato la mappatura di 92 organizzazioni che in Europa (prevalentemente nei 4 paesi a cui appartengono le organizzazioni partner del progetto) svolgono attività volte a fornire supporto emozionale.
Sono state effettuate due indagini: mentre la prima era rivolta alle attuali opportunità di formazione nel campo della salute emozionale, la seconda intendeva stabilire quali sono le competenze più importanti per un ascoltatore (a questa ultima ricerca hanno preso parte 572 persone appartenenti a organizzazioni che, in tutta Europa, forniscono servizi di supporto emozionale).
I risultati di queste indagini sono stati utilizzati per definire il “profilo” dell’ascoltatore e per cominciare a strutturare il programma di formazione mirato a sviluppare le abilità relative all’ascolto, programma che consiste di 30 ore di autoformazione, di altre 40 ore di formazione in aula e di 50 ore di approfondimento negli specifici ambiti di intervento.
I dettagli del percorso formativo sono stati sviluppati dalle stesse organizzazioni partner del progetto EmPoWEring, che hanno predisposto uno specifico corredo di attività di formazione e di esercitazioni, i relativi supporti multimediali, i materiali teorici e le linee guida per monitorare e migliorare l’apprendimento nei campi di attività delle persone che frequenteranno il training.
Per l’accreditamento nel settore della salute emozionale e dell’ascolto, tutta la formazione sarà presentata sotto forma di un manuale, che descriverà le capacità e le competenze oggetto del training.
La formazione include un modulo teorico di 30 ore di autoformazione in ambiente di apprendimento misto (incontri faccia a faccia e attività a distanza mediata da computer), seguito da 40 ore di formazione di gruppo in presenza.
Successivamente una fase di verifica approfondirà la comprensione teorica e il livello di apprendimento delle competenze da parte del gruppo dei partecipanti.
La formazione educa ai principi più importanti del processo di ascolto, con particolare riguardo ai fattori interattivi che vi sono coinvolti. Su queste basi vengono individuate 6 peculiarità qualitative del buon ascolto che ne caratterizzano il profilo.
Principi:
Il buon ascolto implica una continua alternanza tra il guidare e l’essere guidati (Milton Erickson)
Un buon ascoltatore utilizza la parafrasi senza valutare o giudicare (Carl Rogers)
Un buon ascoltatore riconosce, differenzia e identifica le percezioni, le emozioni e le valutazioni delle altre persona (F. Schulz von Thun)
Ponendo domande utili un buon ascoltatore consente all’altra persona di comprendere meglio ciò di cui sta parlando (Watzlawick et al.)
Un buon ascoltatore gestisce il processo senza manipolarlo (vari)
Fattori interattivi:
L’ascolto non sarà pienamente efficace se uno di questi quattro fattori interattivi risulta sbilanciato. Per un buon ascolto devono essere tutti e quattro attivati ed in equilibrio.
ore
ore
ore
diverse abilità
Nell’ambito del progetto EmPoWEring stiamo sviluppando un percorso formativo sulle competenze di ascolto nel campo del benessere emozionale e degli interventi in caso di crisi, con un focus sui volontari impegnati nei Servizi telefonici di emergenza e sui professionisti nel campo della salute.
Prima di sviluppare il training abbiamo voluto sapere, da volontari e professionisti che lavorano con approcci e in ambiti diversi, quali caratteristiche ritengono debba possedere un buon ascoltatore. Perciò abbiamo sviluppato un questionario per costruirne il profilo, e per stabilire i bisogni formativi di cui tener conto per migliorare la capacità di ascolto. A fianco sono elencati gli elementi più importanti tra quelli individuati nella definizione del profilo.
I risultati dell’indagine sono stati impiegati nello sviluppo del training sulle capacità di ascolto. Per perseguire l’obiettivo dell’efficacia del corso, essa viene misurata attraverso la raccolta di dati prima e dopo la partecipazione all’esperienza. Le informazioni così ottenute saranno utilizzate per ottimizzare il percorso di formazione.
Alla fine del training verrà prodotto un curriculum, contenente l’analisi dei risultati dell’apprendimento in termini di conoscenze, abilità e competenze.
IFOTES Europe e.V.
Stefan Schumacher
s.schumacher@ifotes.org
call: +49 2331 17773
Dödterstraße 10
DE 58095 Hagen
If you want to use or support listening skills, or train and certify learners in listening skills, you can become a member of our network by signing the Memorandum of Understanding.
Il diritto di ogni persona di essere ascoltata e di ricevere sostegno emozionale nel momento in cui il bisogno si manifesta ha un grande valore, e l’ascolto costituisce una competenza chiave per favorire il benessere emozionale, nella sfera privata come in ambito lavorativo.
Questo sito web presenta un progetto sviluppato da una partnership costituita da organizzazioni impegnate nell’ambito del sostegno emozionale e dell’intervento in situazioni di crisi, e da diversi istituti di ricerca, appartenenti a quattro Paesi dell’Unione Europea.
Lo scopo del progetto è quello di valorizzare il prezioso lavoro sulle capacità di ascolto che viene svolto nell’ambito dei centri di ascolto in Europa, per mettere insieme, in base a criteri scientifici, le esperienze di migliori pratiche, e creare quindi un percorso di 120 ore di formazione volto a educare le competenze di base dell’ascolto. L’efficacia di questo training viene misurata utilizzando sistemi di valutazione scientificamente fondati.
Ti è mai capitato di parlare di un problema con un amico o un’amica e di renderti conto che lui o lei non riesce a comprendere il motivo per cui la questione per te è così importante? Hai mai presentato un’idea a un gruppo trovandoti a dover fare i conti con l’altrui confusione?
Il progetto ha realizzato la mappatura di 92 organizzazioni che in Europa (prevalentemente nei 4 paesi a cui appartengono le organizzazioni partner del progetto) svolgono attività volte a fornire supporto emozionale.
La formazione include un modulo teorico di 30 ore di autoformazione in ambiente di apprendimento misto (incontri faccia a faccia e attività a distanza mediata da computer), seguito da 40 ore di formazione di gruppo in presenza.
Ti è mai capitato di parlare di un problema con un amico o un’amica e di renderti conto che lui o lei non riesce a comprendere il motivo per cui la questione per te è così importante?
Hai mai presentato un’idea a un gruppo trovandoti a dover fare i conti con l’altrui confusione? O piuttosto qualcuno ti ha improvvisamente accusato di non dare affatto ascolto alle sue esigenze?… Che cosa determina questo tipo di situazioni?
La risposta è: la difficoltà di comunicazione – difficoltà che, in un modo o in un altro, abbiamo tutti sperimentata. Essa può generare confusione, malintesi, animosità, o portare alla rottura della relazione.
Essere un buon ascoltatore è una delle competenze di base più importanti e stupefacenti che ogni persona può sviluppare. Ancora pochi di noi però sanno come farlo, perché nessuno ce l’ha insegnato, il che è collegato al fatto che forse ancora meno qualcuno ci ha veramente ascoltati.
Come molte altre cose, quindi, ciò ha a che fare con l’educazione. Anche se la nostra cultura ha prodotto molti grandi libri sulla comunicazione e sulla retorica, sarà difficile trovare un libro intitolato “L’ascoltatore”. Eppure ci sono molte abilità e competenze che sono fondamentali per essere un buon ascoltatore, e che risultano importanti per qualsiasi tipo di conversazione.
Fortunatamente esistono alcune pratiche di base che possono aiutarci a favorire una migliore comunicazione quando affrontiamo le nostre interazioni quotidiane.
Tali pratiche sono efficaci in riferimento alla gestione delle emozioni, al sapersi orientare nei confronti dei sistemi di valori, ai bisogni di rispecchiamento, al rispetto di modi diversi di vedere la realtà, al saper organizzare le informazioni e porre buone domande.
Tali capacità e competenze verranno presentati e approfonditi nel progetto.
Il progetto ha realizzato la mappatura di 92 organizzazioni che in Europa (prevalentemente nei 4 paesi a cui appartengono le organizzazioni partner del progetto) svolgono attività volte a fornire supporto emozionale.
Sono state effettuate due indagini: mentre la prima era rivolta alle attuali opportunità di formazione nel campo della salute emozionale, la seconda intendeva stabilire quali sono le competenze più importanti per un ascoltatore (a questa ultima ricerca hanno preso parte 572 persone appartenenti a organizzazioni che, in tutta Europa, forniscono servizi di supporto emozionale).
I risultati di queste indagini sono stati utilizzati per definire il “profilo” dell’ascoltatore e per cominciare a strutturare il programma di formazione mirato a sviluppare le abilità relative all’ascolto, programma che consiste di 30 ore di autoformazione, di altre 40 ore di formazione in aula e di 50 ore di approfondimento negli specifici ambiti di intervento.
I dettagli del percorso formativo sono stati sviluppati dalle stesse organizzazioni partner del progetto EmPoWEring, che hanno predisposto uno specifico corredo di attività di formazione e di esercitazioni, i relativi supporti multimediali, i materiali teorici e le linee guida per monitorare e migliorare l’apprendimento nei campi di attività delle persone che frequenteranno il training.
Per l’accreditamento nel settore della salute emozionale e dell’ascolto, tutta la formazione sarà presentata sotto forma di un manuale, che descriverà le capacità e le competenze oggetto del training.
La formazione include un modulo teorico di 30 ore di autoformazione in ambiente di apprendimento misto (incontri faccia a faccia e attività a distanza mediata da computer), seguito da 40 ore di formazione di gruppo in presenza.
Successivamente una fase di verifica approfondirà la comprensione teorica e il livello di apprendimento delle competenze da parte del gruppo dei partecipanti.
La formazione educa ai principi più importanti del processo di ascolto, con particolare riguardo ai fattori interattivi che vi sono coinvolti. Su queste basi vengono individuate 6 peculiarità qualitative del buon ascolto che ne caratterizzano il profilo.
Principi:
Il buon ascolto implica una continua alternanza tra il guidare e l’essere guidati (Milton Erickson)
Un buon ascoltatore utilizza la parafrasi senza valutare o giudicare (Carl Rogers)
Un buon ascoltatore riconosce, differenzia e identifica le percezioni, le emozioni e le valutazioni delle altre persona (F. Schulz von Thun)
Ponendo domande utili un buon ascoltatore consente all’altra persona di comprendere meglio ciò di cui sta parlando (Watzlawick et al.)
Un buon ascoltatore gestisce il processo senza manipolarlo (vari)
Fattori interattivi:
L’ascolto non sarà pienamente efficace se uno di questi quattro fattori interattivi risulta sbilanciato. Per un buon ascolto devono essere tutti e quattro attivati ed in equilibrio.
ore
ore
ore
diverse abilità
Nell’ambito del progetto EmPoWEring stiamo sviluppando un percorso formativo sulle competenze di ascolto nel campo del benessere emozionale e degli interventi in caso di crisi, con un focus sui volontari impegnati nei Servizi telefonici di emergenza e sui professionisti nel campo della salute.
Prima di sviluppare il training abbiamo voluto sapere, da volontari e professionisti che lavorano con approcci e in ambiti diversi, quali caratteristiche ritengono debba possedere un buon ascoltatore. Perciò abbiamo sviluppato un questionario per costruirne il profilo, e per stabilire i bisogni formativi di cui tener conto per migliorare la capacità di ascolto. A fianco sono elencati gli elementi più importanti tra quelli individuati nella definizione del profilo.
I risultati dell’indagine sono stati impiegati nello sviluppo del training sulle capacità di ascolto. Per perseguire l’obiettivo dell’efficacia del corso, essa viene misurata attraverso la raccolta di dati prima e dopo la partecipazione all’esperienza. Le informazioni così ottenute saranno utilizzate per ottimizzare il percorso di formazione.
Alla fine del training verrà prodotto un curriculum, contenente l’analisi dei risultati dell’apprendimento in termini di conoscenze, abilità e competenze.
IFOTES Europe e.V.
Stefan Schumacher
s.schumacher@ifotes.org
call: +49 2331 17773
Dödterstraße 10
DE 58095 Hagen
If you want to use or support listening skills, or train and certify learners in listening skills, you can become a member of our network by signing the Memorandum of Understanding.
Il diritto di ogni persona di essere ascoltata e di ricevere sostegno emozionale nel momento in cui il bisogno si manifesta ha un grande valore, e l’ascolto costituisce una competenza chiave per favorire il benessere emozionale, nella sfera privata come in ambito lavorativo.
Questo sito web presenta un progetto sviluppato da una partnership costituita da organizzazioni impegnate nell’ambito del sostegno emozionale e dell’intervento in situazioni di crisi, e da diversi istituti di ricerca, appartenenti a quattro Paesi dell’Unione Europea.
Lo scopo del progetto è quello di valorizzare il prezioso lavoro sulle capacità di ascolto che viene svolto nell’ambito dei centri di ascolto in Europa, per mettere insieme, in base a criteri scientifici, le esperienze di migliori pratiche, e creare quindi un percorso di 120 ore di formazione volto a educare le competenze di base dell’ascolto. L’efficacia di questo training viene misurata utilizzando sistemi di valutazione scientificamente fondati.
Ti è mai capitato di parlare di un problema con un amico o un’amica e di renderti conto che lui o lei non riesce a comprendere il motivo per cui la questione per te è così importante? Hai mai presentato un’idea a un gruppo trovandoti a dover fare i conti con l’altrui confusione?
Il progetto ha realizzato la mappatura di 92 organizzazioni che in Europa (prevalentemente nei 4 paesi a cui appartengono le organizzazioni partner del progetto) svolgono attività volte a fornire supporto emozionale.
La formazione include un modulo teorico di 30 ore di autoformazione in ambiente di apprendimento misto (incontri faccia a faccia e attività a distanza mediata da computer), seguito da 40 ore di formazione di gruppo in presenza.
Ti è mai capitato di parlare di un problema con un amico o un’amica e di renderti conto che lui o lei non riesce a comprendere il motivo per cui la questione per te è così importante?
Hai mai presentato un’idea a un gruppo trovandoti a dover fare i conti con l’altrui confusione? O piuttosto qualcuno ti ha improvvisamente accusato di non dare affatto ascolto alle sue esigenze?… Che cosa determina questo tipo di situazioni?
La risposta è: la difficoltà di comunicazione – difficoltà che, in un modo o in un altro, abbiamo tutti sperimentata. Essa può generare confusione, malintesi, animosità, o portare alla rottura della relazione.
Essere un buon ascoltatore è una delle competenze di base più importanti e stupefacenti che ogni persona può sviluppare. Ancora pochi di noi però sanno come farlo, perché nessuno ce l’ha insegnato, il che è collegato al fatto che forse ancora meno qualcuno ci ha veramente ascoltati.
Come molte altre cose, quindi, ciò ha a che fare con l’educazione. Anche se la nostra cultura ha prodotto molti grandi libri sulla comunicazione e sulla retorica, sarà difficile trovare un libro intitolato “L’ascoltatore”. Eppure ci sono molte abilità e competenze che sono fondamentali per essere un buon ascoltatore, e che risultano importanti per qualsiasi tipo di conversazione.
Fortunatamente esistono alcune pratiche di base che possono aiutarci a favorire una migliore comunicazione quando affrontiamo le nostre interazioni quotidiane.
Tali pratiche sono efficaci in riferimento alla gestione delle emozioni, al sapersi orientare nei confronti dei sistemi di valori, ai bisogni di rispecchiamento, al rispetto di modi diversi di vedere la realtà, al saper organizzare le informazioni e porre buone domande.
Tali capacità e competenze verranno presentati e approfonditi nel progetto.
Il progetto ha realizzato la mappatura di 92 organizzazioni che in Europa (prevalentemente nei 4 paesi a cui appartengono le organizzazioni partner del progetto) svolgono attività volte a fornire supporto emozionale.
Sono state effettuate due indagini: mentre la prima era rivolta alle attuali opportunità di formazione nel campo della salute emozionale, la seconda intendeva stabilire quali sono le competenze più importanti per un ascoltatore (a questa ultima ricerca hanno preso parte 572 persone appartenenti a organizzazioni che, in tutta Europa, forniscono servizi di supporto emozionale).
I risultati di queste indagini sono stati utilizzati per definire il “profilo” dell’ascoltatore e per cominciare a strutturare il programma di formazione mirato a sviluppare le abilità relative all’ascolto, programma che consiste di 30 ore di autoformazione, di altre 40 ore di formazione in aula e di 50 ore di approfondimento negli specifici ambiti di intervento.
I dettagli del percorso formativo sono stati sviluppati dalle stesse organizzazioni partner del progetto EmPoWEring, che hanno predisposto uno specifico corredo di attività di formazione e di esercitazioni, i relativi supporti multimediali, i materiali teorici e le linee guida per monitorare e migliorare l’apprendimento nei campi di attività delle persone che frequenteranno il training.
Per l’accreditamento nel settore della salute emozionale e dell’ascolto, tutta la formazione sarà presentata sotto forma di un manuale, che descriverà le capacità e le competenze oggetto del training.
La formazione include un modulo teorico di 30 ore di autoformazione in ambiente di apprendimento misto (incontri faccia a faccia e attività a distanza mediata da computer), seguito da 40 ore di formazione di gruppo in presenza.
Successivamente una fase di verifica approfondirà la comprensione teorica e il livello di apprendimento delle competenze da parte del gruppo dei partecipanti.
La formazione educa ai principi più importanti del processo di ascolto, con particolare riguardo ai fattori interattivi che vi sono coinvolti. Su queste basi vengono individuate 6 peculiarità qualitative del buon ascolto che ne caratterizzano il profilo.
Principi:
Il buon ascolto implica una continua alternanza tra il guidare e l’essere guidati (Milton Erickson)
Un buon ascoltatore utilizza la parafrasi senza valutare o giudicare (Carl Rogers)
Un buon ascoltatore riconosce, differenzia e identifica le percezioni, le emozioni e le valutazioni delle altre persona (F. Schulz von Thun)
Ponendo domande utili un buon ascoltatore consente all’altra persona di comprendere meglio ciò di cui sta parlando (Watzlawick et al.)
Un buon ascoltatore gestisce il processo senza manipolarlo (vari)
Fattori interattivi:
L’ascolto non sarà pienamente efficace se uno di questi quattro fattori interattivi risulta sbilanciato. Per un buon ascolto devono essere tutti e quattro attivati ed in equilibrio.
ore
ore
ore
diverse abilità
Nell’ambito del progetto EmPoWEring stiamo sviluppando un percorso formativo sulle competenze di ascolto nel campo del benessere emozionale e degli interventi in caso di crisi, con un focus sui volontari impegnati nei Servizi telefonici di emergenza e sui professionisti nel campo della salute.
Prima di sviluppare il training abbiamo voluto sapere, da volontari e professionisti che lavorano con approcci e in ambiti diversi, quali caratteristiche ritengono debba possedere un buon ascoltatore. Perciò abbiamo sviluppato un questionario per costruirne il profilo, e per stabilire i bisogni formativi di cui tener conto per migliorare la capacità di ascolto. A fianco sono elencati gli elementi più importanti tra quelli individuati nella definizione del profilo.
I risultati dell’indagine sono stati impiegati nello sviluppo del training sulle capacità di ascolto. Per perseguire l’obiettivo dell’efficacia del corso, essa viene misurata attraverso la raccolta di dati prima e dopo la partecipazione all’esperienza. Le informazioni così ottenute saranno utilizzate per ottimizzare il percorso di formazione.
Alla fine del training verrà prodotto un curriculum, contenente l’analisi dei risultati dell’apprendimento in termini di conoscenze, abilità e competenze.
IFOTES Europe e.V.
Stefan Schumacher
s.schumacher@ifotes.org
call: +49 2331 17773
Dödterstraße 10
DE 58095 Hagen
If you want to use or support listening skills, or train and certify learners in listening skills, you can become a member of our network by signing the Memorandum of Understanding.